Sala Comacina

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Il vecchio villaggio di Sala Comacina lo si trova al di sotto della parrocchiale di San Bartolomeo.
Occorre affrontare alcune ripide gradinate, addentrarsi fra le minuscole vie sembrano trovare spazio, a fatica, fra le case d’un tempo e frammenti di muraglie.
L’antica Sala era questa manciata di case accatastate fra la chiesa e la riva, intorno ad alcune rovine di una fortificazione medioevale.
Un tempo era raggiungibile unicamente con l'antica strada Regina, che passava circa 50 metri sopra l’attuale borgo. In prossimità della cappelletta di San Rocco la strada si biforcava: da una parte proseguiva verso Spurano ed Ospedaletto, dall'altra scendeva all'abitato di Sala, costeggiando un torrente. Il nome Sala e molto comune fra i paesi italiani.
Secondo Pietro Monti, autore del vocabolario dei dialetti della città e Diocesi di Como, il nome deriva dal vocabolo celtico sala che significa golfo o seno. In effetti il vecchio villaggio è adagiato in un piccolo golfo ben riparato, con acque propizie alla pesca e terreni favorevoli alle viti e agli ulivi. Una delle vie paesane porta ancora il nome Via Jasca, vocabolo celtico che significa pescheria.

Da vedere a Sala Comacina

Gli affreschi della chiesa parrocchiale

La chiesa parrocchiale ci offre tracce delle sue origini: un crocefisso quattrocentesco in rilievo murato all'esterno dell'Abside e affreschi degni di nota. Spicca fra tutti un San Cristoforo del XIV° secolo.
L'interno a navata unica è dominato dalle opere d'arte del presbiterio: Madonna con Bambino e Santi di Giovanni Mauro della Rovere; il coro ligneo coevo; La Gloria di San Bartolomeo affrescata sulla volta da Carlo Carloni. Altre opere di carattere barocco e di sicuro interesse decorano le pareti della navata e delle cappelle laterali.

Gli ascavi archeologici

Ultimamente il paese è stato oggetto di scavi per portare il metano nelle case. In questa occasione sono emersi resti mortali e monili sepolti in fosse comuni, probabilmente si tratta di reperti risalenti alla peste di Manzoniana memoria.

Approfondimenti e curiosità