Griante

visit lake como griante

Griante, con la sua frazione di Cadenabbia, è probabilmente il cuore lussuoso del Lago di Como grazie alla presenza di meravigliose ville e hotel di prestigio.
Già nell'Ottocento molti aristocratici e gli intellettuali ne rimasero affascinati: Stendhal vi ambientò alcuni passi di La Certosa di Parma; i famosi editori musicali Ricordi possedevano qui Villa Margherita, dove Verdi compose alcune arie della Traviata; Longfellow dedicò a Cadenabbia alcune dei suoi versi; soggiornò qui la Regina Vittoria d'Inghilterra, lo zar Nicola II di Russia, il kaiser Guglielmo II, il principe Umberto di Savoia.

CENNI STORICI

La probabile fondazione di Griante risale probabilmente all’epoca Centica, nel 500ac.
Certa è la presenza Romana, ne sono testimoni ritrovamenti archeologici quali monete auree e suppellettili.
Fu, sua disgrazia, protagonista fra il 1400 e 1500: grianti fu continuo teatro di scorribande, incendi e devastazioni da parte di soldati di ventura, di Grigioni, Lanzichenecchi e dei Luterani che combatterono nelle lunghe e sanguinose guerre di religione e di potere tra Spagnoli e Francesi.
Qui terminò la vita movimentata di Giovanni del Matto.
Iniziò la sua carriera come mercenario per poi divenire un pirata sanguinario che terrorizzò gli abitanti lariani per anni. Fu politicamente vicino ai Grigioni nella lotta contro i Francesi. Gli fu affidato il comandi di una legione di Lanzichenecchi e mercenari Italiani con il compito di riconquistare Como e sconfiggere i francesi, ma fu tradito dai suoi stessi uomini e fu sconfitto.
Fuggì verso nord, lungo il Lago, inseguito dai comaschi e dai francesi e si rifugiò a Griante. Qui fu catturato e decapitato insieme al fratello ai piedi di una torre.
Una leggenda racconta che nelle notti di tempesta i loro fantasmi insanguinati apparissero in cima alla torre urlando il loro pentimento per i crimini commessi.
Alcune abitanti de lago affermano di vedere, ancora oggi, un fantasma avvolto in un manto nero vagare sulle acque del lago in tempesta.

COSA VISITARE A GRIANTE

LA CHIESA PARROCCHIALE DEI SANTI NABORE E FELICE
Sembra che la sua costruzione risalga al 383, quando Sant’Ambrogio donò al Vescovi di Como le reliquie dei Santi Nabore e Felice. La Chiesa doveva custodirne la memoria.
Fra le opere qui custodite è possibile ammirare due quadri settecenteschi raffiguranti il martirio dei Santi Nabore e Felice, opere del Bellotti, "L'ultima cena" di Gaudenzio Ferrari (o alla sua bottega) la "Madonna Assunta" di Alessandro Maganza (allievo del Tiziano) del 1597.

IL SANTUARIO DELLA MADONNA DELLE GRAZIE DI SAN MARTINO
Costruzione composta da tre parti distinte di epoche diverse e facilmente riconoscibili.
Le parti più antiche sono di epoca romana, edificate probabilmente come posto d'osservazione munito di torretta d'avvistamento. In epoca successiva, i due blocchi furono unificati per formare il nucleo originale della chiesa, ma dopo il ritrovamento della statua lignea della Vergine, avvenuto tra il 1628 e il 1630, venne rifondata la parte centrale dell'abside dare uno spazio alla statua. Nel 1805 avvenne un ultimo ampliamento sostanziale.

LA LEGGENDA
Durante la grande peste narrata dal Manzoni nei “I promessi sposi", una fanciulla del paese andò con le sue pecore sul poggio di San Martino. La fanciulla entrò in una grotta e qui trovò la statua lignea della Vergine Maria. La pastorella ritornò di corsa a Griante per portare la notizia e i paesani la seguirono immediatamente a San Martino per verificare il suo racconto. Una volta sciolta la commozione decisero che il giorno successivo avrebbero portato la statua nella chiesa parrocchiale, dove tutti l’avrebbero potuta venerare, essendo la grotta di difficile accesso.
La leggenda vuole che nottetempo la statua della Vergine uscì dalla grotta e si andò a collocare in una posizione dalla quale potesse dominare il paese sottostante.
L'evento fu interpretato dai fedeli come il manifesto desiderio della Vergine che in quel luogo fosse edificata una chiesa dove custodire il simulacro, cosa che fu immediatamente eseguita.

LA CHIESA ANGLICANA
La chiesa Anglicana di Cadenabbia è sotto la giurisdizione della diocesi di Gibilterra. Venne edificata per accontentare la comunità Inglese che durante il 1800 si era stabilità in zona.
Edificata su progetto dell'arch. G. Brentano di Milano, fu consacrata nel 1891.

VILLA CARLOTTA
Costruita per volere del Marchese Clerici di Milano nel 1700, passò poi al Conte Sommariva di Lodi che l'arricchì con una collezione di statue del Canova e altri importanti scultori.
La moglie di Alberto di Prussia, Principessa Marianna, la rilevò nel 1856 per consegnarla alla figlia Carlotta come dono di nozze.
Oggi la villa appartiene allo Stato Italiano e viene gestita dall'Ente Villa Carlotta che la apre al pubblico durante la stagione turistica.
Al suo interno si possono ammirare dipinti di Vikar, di Hayez, di Lordon, di Migliara. Tra le sculture si possono ammirare opere di Canova, Thorwaldsen e Acquisti. E’ anche famosa per il suo giardino botanico, Quando fioriscono le azalee offre uno spettacolo unico al mondo.

VILLA LA COLLINA
Edificata nel 1899 su un’area che ospitava una torre medievale identica a quella che ancora oggi chiude la piana di Griante verso Menaggio.
Il primo Cancelliere della Repubblica Federale Tedesca, Konrad Adenauer, nel 1959, la volle come sua residenza estiva. Il Cancelliere amava questo luogo tanto da prolungare sempre più i suoi soggiorni; allestì qui un secondo ufficio e iniziò a ricevere anche autorità e capi di Stato. Fu in questa villa che prese corpo l'idea dell'Unione Europea.


Approfondimenti e curiosità