Dongo

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L’antico centro abitato di Dongo sorgeva poco sopra della frazione di Martinico; in seguito il centro si sviluppò lungo la sottostante pianura e intorno torrente Albano, dove col tempo si insediò a zona industriale.
Nel 1400 sorsero i primi forni per la lavorazione del ferro estratto dalle miniere della Valle Dogana. Nel 1771 gli impianti erano divennero di proprietà Pietro Rubini, che nel 1789 costruì il primo altoforno a carbone di legna per la produzione della ghisa.
Nel 1839 la società diventerà Rubini-Scalini-Falck e da essa nascerà l'industria siderurgica Falck.
Dongo è ricordata soprattutto per l'ultimo atto del regime fascista: qui fu catturato Mussolini e giustiziato successivamente a Mezzegra, il 28 aprile 1945.
In paese si distingue il palazzo Manzi, di stile neoclassico, oggi municipio e sede del Museo della fine della Guerra, l’interno è sfarzosamente decorato con affreschi della scuola dell'Appiani.
Il Santuario della Madonna delle Lacrime, del 1500, lo si trova in prossimità del ponte sull'Albano. Una leggenda vuole che il 6 settembre 1553, in un'edicola votiva posta sull'argine del fiume Albano, la statua della Vergine pianse alcune lacrime.
Proseguendo a sinistra del Municipio si trova la chiesa romanica di Santa Maria di Màrtinico, costruita fra il XI e il XII sec. Al suo inteno conserva una croce astile in argento dorato di Francesco di Gregorio del 1513.


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