Blevio

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Lasciando Como e percorrendo la Statale 583 in direzione Bellagio, il primo paese che si incontra è Blevio.
Conosciuto come il comune delle Sette Città, sono infatti sette le frazioni storiche che Blevio raggruppa: Girola, Capovico, Sopravilla, Sorto, Mezzovico, Meggianico e Cazzanore.
Solo la frazione di Girola è adagiata sulle sponde del lago ed è ben separata dalle altre che si sviluppano sulle retrostanti montagne.
Blevio vive principalmente di turismo. Meta apprezzata per la sua tranquillità, la posizione panoramica sul lago e le sue ville, numerose e meravigliose: Villa Ferranti, Villa Belvedere (prima Malpensata), Villa Borletti ora Chiara, Villa Maria, conosciuta anche come Villa Usuelli, Villa Cademartori, Villa Ravasi, Villa Troubetzkoy, Villa Roccabruna, Villa Da Riva e Villa Al Poncett.
Una menzione particolare va al Casta Diva: resort di lusso inaugurato nel 2010 e che si affiancandosi agli storici hotel 5 Stelle del lago (Villa Serbelloni a Bellagio, il Grand Hotel Tremezzo a Tremezzo e Villa D’Este a Cernobbio).

La Storia

Blevio risale probbilmente all'età del ferro.
La caratteristica disposizione degli abitati più antichi lascia presumere la presenza di un "castellum", tipico di questo periodo storico.
Blevio viene citata per iscritto, la prima volta, nel 1084, in una sorta di testamento del vescovo Reginaldo, il quale lasciò in dono alla diocesi di Como alcuni suoi beni dislocati sul territorio di Blevio.
Nel 1279, viene riconosciuto come libero comune, seppur privo di statuti propri.
I Lanzichenecchi nel 1630, con la calata su Mantova, diffusero nella regione la peste e Blevio svolse un importante funzione nel debellare la malattia: i suoi casolari più remoti dislocati sui monti retrostanti, furono adibiti a veri e propri lazzaretti.

Pietra Nairola

Risalendo la montagna, partendo dalla frazione di Mezzovico, ci si imbatte in un enorme masso erratico: la "prea de Nairöla" o "pietra Nairola". Dal 1984 istituito monumento nazionale.
Si tratta di un’enorme tavola piatta di granito: 7,4 metri di lunghezza; 4 metri di larghezza; 5 metri di altezza.
Si trova, molto esposto sul pendio della montagna a circa 750 slm.
Trasportato dai ghiacciai dalla Val Masino, nel Neozoico, presenta incisioni a forma di coppelle come molti altri massi della stessa epoca.

Chiesa dei S.S. Gordiano ed Epimaco

Chiesa della seconda metà del ‘700. Vi accoglie una meravigliosa facciata a due ordini coronata da un bellissimo timpano. Alcune importanti tele sono conservate al suo interno: la visita di Maria ad Elisabetta, attribuita al Nuvolone (1581-1651), una deposizione dalla croce del Morazzone (1573-1626), una nascita di Gesù del Moncalvo (1568-1625). Inoltre, si ammira un organo del 1821, costruito dai fratelli Prestinari di Magenta.

Castello d’Ardona

Il castello, si trova vicino al confine con Torno. Le sue rovine, sono quasi interamente nascoste dalla vegetazione. Lo fece costruire nel 1894, il professor Angelo Ruspini. Curiosamente alla sua morte, non avendo eredi diretti, ne divenne proprietaria la governante che poco dopo tempo, lo passo’ al “Gruppo Aziendale Tintoria Comense”. Funziono’ per un breve periodo, come residenza estiva per i figli dei dipendenti e successivamente abbandonato. Raggiungibile dal sentiero che sale al Montepiatto, o anche da San Maurizio percorrendo il sentiero del “faro Voltiano”, vicino alla baita Carla.

Cappella di San Rocco

Testimonianza della devozione a San Rocco, che “vinse” la peste del ‘600. Si trova nella frazione di Capovico, dopo il bivio per Brunate sulla antica Strada Regia.


Approfondimenti e curiosità