Bellano

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Il Paese
Bellano, è un comune di 3300 abitanti circa.
La conformazione è caratterizzata dalla presenza del torrente Pioverna che lo divide in due parti: la più antica, sede del porto vecchio e della Chiesa prepositurale e la più moderna dove si trova la stazione FS.
Alle spalle del paese l’entroterra è caratterizzato da numerose frazioni e da molti nuclei antichi e popolati.
Attualmente il settore più sviluppato è il terziario, ma nel secolo scorso, fu definita dallo scrittore bellanese Antonio Balbiani “la piccola Manchester del Lario” per i suoi grandi stabilimenti.
Attraversando via Manzoni, che taglia il centro storico del paese, si possono vedere numerosi portali, corti, androni d’antiche case patrizie, scale di pietra viva e stemmi araldici che rimandano alle origine settecentesche.
Bellano è ormai un paese turistico e attrae persone da ogni parte d’Italia ed Europa anche per la presenza di artisti di spicco, basti pensare a Giancarlo e Velasco Vitali oppure allo scrittore Andrea Vitali che ambienta i suoi romanzi sempre a Bellano.
Vicino al lago, si trovano aree verdi e strutture sportive quali: campo polifunzionale, piscine all’interno del Lido di Bellano, Circolo Vela Bellano e una pista ciclabile.
Recentemente è sorto anche il Palasole, moderna costruzione a forma di vela, adibita alle numerose feste organizzate in paese.
La principale manifestazione è la famosa Pesa Vegia che si celebra la notte dell’Epifania e richiama numerosi spettatori. Rievoca, secondo la leggenda, un fatto avvenuto durante la dominazione spagnola, quando una delegazione di bellanesi si recò in barca a Como a perorare il mantenimento dei pesi vecchi che erano stati sostituiti da quelli nuovi, di più difficile e complicata applicazione e che creavano imbarazzo tra la popolazione locale, formata prevalentemente da commercianti e artigiani.

Da Vedere a Bellano

Chiesa di Santa Marta

Chi giunge a Bellano si trova su uno dei lungolago più suggestivi della sponda orientale del Lario, da dove si ha una splendida visuale dei paesi e delle montagne sulla sponda opposta del lago. Da qui, attraverso una delle tante viuzze che sbucano sul lago si giunge sulla caratteristica via Manzoni che ci guida di fronte alla Chiesa di Santa Marta. Vi si conserva un prezioso gruppo ligneo di nove statue a grandezza naturale raffigurante la Deposizione ed attribuito allo scultore Angelo del Maino, noto dal 1496 al 1536.

La chiesa dei Santi Nazaro e Celso

Risalente al 1348, riconosciuta come monumento nazionale è una costruzione in stile tardo romanico, notevolmente restaurata; all’esterno, sulla facciata, il rosone presenta una pregevole cornice di grandi dimensioni; tra il portale ed il rosone è situata una edicola gotica impreziosita da una statua di Sant’Ambrogio oggi locata all’interno. All’interno sono presenti molti affreschi risalenti al XVI secolo.

Chiesa di S.Rocco

Salendo per la scalinata alla destra della Prepositurale si arriva alla Chiesa di S.Rocco del XV sec. che venne costruita dall’omonima confraternita veneziana per preservare i passanti dalle pestilenze. Attualmente è dedicata ai caduti bellanesi di tutte le guerre ed ospita due tele del pittore bellanese Giancarlo Vitali.

Chiesa sconsacrata di San Nicolao

Nella parte più antica di Bellano si trova invece la Chiesa sconsacrata di San Nicolao, utilizzata attualmente per iniziative culturali. Notevoli sono gli affreschi che la decorano e che testimoniano la sua passata importanza.

Santuario della Madonna di Lezzeno

Nella frazione di Lezzeno sorge il Santuario della Madonna, di stile barocco, fu costruito tra il 1690 e il 1704, su progetto dell’architetto Quadrio a soli due anni di distanza dal miracolo che avvenne il 6 agosto 1688. Quel giorno Bartolomeo Mezzera, passando da una cappelletta che aveva fatto costruire, vide che la Madonna raffigurata in un medaglione in gesso piangeva lacrime di sangue.

Orrido di Bellano

Una visita obbligatoria è quella all’Orrido. Si tratta di una gola naturale creata dal fiume Pioverna le cui acque, nel corso dei secoli, hanno modellato gigantesche marmitte e suggestive spelonche. I tetri anfratti, il cupo rimbombo delle acque tumultuose dell’Orrido una delle località più note del Lario. La Cà del Diavol evoca nell’immaginario collettivo paure e riti satanici, rendendo palpabile il fascino misterioso del luogo. Una passerella in cemento consente al visitatore di ammirare la bellezza di un luogo veramente unico.


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