James Bond e il grande finale alla Villa La Gaeta

Villa La Gaeta Si trova fra Menaggio e Acquaseria e deve il suo nome alla punta del promontorio sul quale è stata costruita.
Sul promontorio era precedentemente presente un’altra costruzione, molto più modesta, che fu di Solone Ambrosoli, un numismatico italiano vissuto tra il 1851 e il 1906 e fra i fondatori della Società Numismatica taliana. Furono incaricati della progettazione i fratelli Gino e Adolfo Coppedè, progettisti del Castello Cova di Milano, costruzione molto simile alla villa la Gaeta. La costruzione fu completata dagli eredi dell'Ambrosoli nel 1921 e successivamente venduta (nel 1940) ai Conti Gerli.
Nel 2011 la Villa è stata divisa in diversi appartamenti ad uso privato. 
La villa offre uno stile eclettico, senza freni, dove citazioni e sovrapposizione di temi prendono il sopravvento. Il liberty incrocia la struttura medioevale liberando un’ intensa sovrapposizione di affreschi e contrasti cromatici. La prepotenza della torre conquista subito lo sguardo, sono imponenti le torri che interrompono la linearità della costruzione.
Il giardino è ammirabile dall'esterno, se avete la fortuna di possedere una barca e recentemente è stato alleggerito di piante per dare spazio a giardini più godibili.
Il parco conserva una ricca varietà di tassi, agrifogli, bosso, lauroceraso, cipressi, cedri, i due grandi platani che dominano la spiaggia privata.
Villa Gaeta ha una sorella minore, Villa Pessina di Bolvedro.

Il mio nome è Bond, James Bond.
La villa ha raggiunto la fama mondiale grazie al finale del film “Casinò Royale” del 2006.
La scena vede James Bond che sta braccando Mr White, gli spara ad una gamba e, dall’alto della scalinata che conduce al portone, proferisce la fatidica frase: “Il mio nome è Bond, James Bond”.
Ecco la scena!


La villa, purtroppo, non è visitabile. La si può ammirare dal lago affittando una barca o partecipando ad un tour organizzato da taxiboat privati.  


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